domenica 21 ottobre 2012

Sono tornata, macheculo!

Si, so di non avere scusanti per la mia assenza.
La vedete quella persona infilata in un costume da palma lì in fondo a sinistra?
No che non sono io che mi nascondo dalla vergogna, come vi viene in mente?
E' che d'estate non ho proprio avuto internet, e da settembre in poi tre mesi di assenza mi sembravano già troppi e siokaynonsotrovarescuse.
Ultimamente non ho perso tutto il mio tempo guardando complusivamente le prime due serie di scrubs. No.
bla bla bla.
Ma tanto ho la sensazione di leggere solo io il mio blog, quindi alla fine è ininfluente, mh?
In ogni caso questo era solo un timido modo per fare capolino da dietro la mia vergogna, ma ricomincerò a scrivere a breve anche con un cambio di grafica.
Saluto mamma e tutte le persone che mi seguono da casa, la squadra di salto alla corda, i miei compagni del corso di asfaltazione e le fatine dei boschi, grazie per essere sempre presenti :')

lunedì 25 giugno 2012

Il mio sesto senso mi avvisa dell'imminente suono della sveglia

Sono le 5:37 del mattino e sto ancora cercando di addormentarmi.
Per darvi un'idea, non ho ancora chiuso occhio e l'alba fa capolino fuori dalla mia finestra, con la chiara intenzione di sfottermi; i piccioni copulano allegramente sui cavi del telefono.
Perché devo avere un senso di colpa così dannatamente sviluppato? E soprattutto, perché do più retta ai consigli degli amici che a quelli del mio cervello? Si, vi parlerei di tutti i miei problemi d'ammmore, ma questo non è un blog serio, quindi niente. Morirete tormentati dal dubbio (e dalle zanzare).
Ora sono sdraiata sul mio letto, a fissare un enorme cuscino con la faccia di topolino, che segretamente ride sotto i baffi. 
Piantala di tirartela, topolino, che sei ancora sul mio letto solo perché sei il regalo del fidanzatino delle elementari.
...
Ma no, non dicevo sul serio! Non piangere, ti prego! Io ti voglio bene per quello che sei! Come potrei vivere senza la tua scomoda imbottitura bitorzoluta? Vuoi un fazzoletto? Okay, okay, è tutto finito. Tranquillo.

Oh si, questo è l'effetto dell'insonnia, preoccupatevi.
E il primo tram del mattino sta sfrecciando sulle rotaie dietro l'angolo, ciao 16.
Userei per la prima (e probabilmente ultima) volta nella mia vita la bussola dell'iPhone per scoprire in quale stanza andare a vedere che sorge il sole, solo che non mi ricordo se era a est.
Era a est?
Mega domandona dell'estate, il primo che mi da la risposta giusta vince un'applauso.
E si, sono in una situazione troppo penosa per inserire un finale figo.
Quindi inserisco un askarrambadd, che non fa mai male.

sabato 16 giugno 2012

L'autoipnosi cambierà la realtà

No, stamattina non hanno appeso i tabelloni.
Stamattina non l'hanno fatto, quindi logicamente non li ho visti.
Stamattina verso le nove io non ho notato che sul mio quadro mancavano i voti.
E chiedendo, non ho scoperto che voleva dire che ero stata rimandata.
Non sono andata poi alla riunione con le prof per farmi dire quale fosse la materia, che non era affatto matematica.
Non passerò luglio a Milano mentre i miei amici cazzeggiano al mare, no.
Tutto questo è solo frutto della mia immaginazione.
Solo frutto della mia immaginazione

sabato 2 giugno 2012

Ho troppo sonno per pensare a un titolo

Pubblico un vecchio post trovato nel limbo delle bozze mai pubblicate, enjoy.
Sono di nuovo qui, insonne, a rotolarmi nella consapevolezza di non avere studiato.
Come posso essere così stupida? Oggi ho recuperato disegno geometrico, okay, ma non è un buon motivo per montarsi la testa. Perchè faccio sempre così?
Per quanto semplice possa essere quello che ho da fare se ho un'ora ci metto un'ora, se ne ho cinque ce ne metto cinque e se ho due giorni me lo dimentico. Fine. E poi mi ritrovo in questa situazione in cui potrei dirmi «Dai, piccola idiota, alza le chiappe e vai a studiare e chissenefrega se è l'una, che tanto hai dormito tutto il pomeriggio» Ma nulla, una nebbia di stanchezza immaginaria mi cade addosso.
Sono l'unica persona al mondo ad avere la stanchezza selettiva?
Sto allegramente cazzeggiando con qualche gioco succhiavitasociale (del tipo minecraft, che deve capire capisca) quando il demone della responsabilità si impossessa di me, io con fierezza mi dirigo verso il tavolo, apro il libro di matematica e ci crollo sopra, per poi rinvenire immediatamente appena faccio qualcos'altro. Odioso.
Si, la matematica, come concetto generale, è uno dei peggiori spiriti malvagi della mia religione, tipo setta satanica. E' il grande capo di un'organizzazione di piccoli oggetti maligni come compassi, righelli e goniometri, mentre quelle povere anime delle calcolatrici che in realtà cercano di alleviarci la sofferenza stanno mettendo su una ribellione.
Si, se non sapete di cosa sto parlando vi starete chiedendo che tipo di problema abbia.
Ma questo non è importante quanto gli inquietanti rumori che vengono dalla finestra, che ocazzosonotipoledue mi stanno terrorizzando, ora vado a brandire una mazza da baseball e difendermi dal male.

mercoledì 9 maggio 2012

Oggetti posseduti da anime nomadi

E' che la vita ce l'ha con me, è palese. Ha continuato con le sue frecciatine da quando ho messo piede al mondo, ma dopo ieri me ne sono finalmente resa conto.
Metrò.
Sei e mezza.
Macchinetta delle merendine.
Compongo il 34 sul tastierino, chiedendo un kit kat.
La macchinetta mi sputa fuori una bottiglietta d'acqua.
Questo, cari miei, è un modo scortese e crudele di farmi notare che sono grassa. E non fare finta di non averlo fatto apposta, vita, che le macchinette non possono sbagliare, quindi l'hai manomessa senz'altro tu.
 - Illuminazione -
Avete presente quelle religioni animistiche praticate da strereotipati selvaggi (stereotipati da me, ce li ho già in testa mentre venerano qualche strano oggetto magico del tipo un micronde) secondo il quale in ogni oggetto c'è un anima, maligna o benigna che sia?
Mi sono appena mentalmente convertita all'animismo.
Da qualche parte, seduto tra le nuvole, il Grande Demone Celeste (chi deve capire capisca) ha mandato degli spiriti a impossessarsi degli oggetti di uso comune. Ad esempio radiosveglie, tram che passano quando sei troppo lontana per arrivare correndo, tostapane e macchinette delle merendine sono chiaramente spiriti malvagi, che sotto al loro aspetto innocuo sono costantemente in agguato per rovinare le nostre vite.
Mi sento a un passo dal mio debutto in campo religioso, diverrò una nuova Gesù moderna della mia fede inventata da cinque minuti.
Prometto che farò approfondite ricerche e vi informerò quando avrò scoperto se gli oggetti che usate tutti i giorni e tramano alle vostre spalle sono entità buone o maligne.
Intanto non fidatevi delle panche, nessuna capra approverebbe.

lunedì 30 aprile 2012

Insonnia e pillole di imbarazzo

Sono qui a rigirarmi nel letto e a riempirmi di seghe mentali.
Tutta colpa dell'appendicite.
Se non sapessi della sua esistenza e non fossi così drammaticamente ipocondriaca non me ne starei circa una volta al mese a crogiolarmi nella disperazione dell'essere in punto di morte.
Ma anche avessi l'appendicite, quale sarebbe il problema?
Il problema è che ho il terrore degli aghi, e ho il terrore degli aghi perché non sopporto la vista del sangue. Avete mai pensato a quanto possa essere imbarazzante? Si, sto per raccontarvi degli episodi realmente accaduti, mettetevi comodi.
Immaginate per esempio di essere in prima liceo, in aula magna con tutte le prime, ovvero qualche centinaio di alunni. Immaginate che ci sia in corso una conferenza contro la dipendenza da alcol, tenuta da un dottore. Immaginatevi che le prof abbiano detto all'inizio dell'ora che è molto importante, quindi nessuno potrà alzarsi e tantomeno andare in bagno. Immaginatevi che il dottore stia descrivendo con sadica precisione l'intervento fatto ad un ragazzo che aveva fatto un incidente da ubriaco, immaginate la minuziosa descrizione dello stato dei suoi organi interni.
Ora, immaginate una ragazza con la nausea che esce di corsa dall'aula, con la vista annebbiata sbatte contro un muro e sviene. Davanti alla porta aperta.
...
Mi sarebbe piaciuto andare a vivere in Alaska e allontanarmi per sempre dalla società.
Ma vi assicuro che anche semplicemente farsi un taglietto con la carta e sbiancare come se stessi per morire dissanguata non è affatto piacevole.
Ora che ho avuto la mia razione di sputtanamento giornaliero, ritorno felice alle mie paranoie.
Buonanotte, pirati!

giovedì 19 aprile 2012

Per iniziare con il piede giusto. Forse.

Scrivere un post per inaugurare un nuovo blog non è un'impresa facile!
Mumbleggiavo su msn in compagnia di Francesco (ti ho citato, emozionati!) e mi rendevo conto che non ho nessun minimo motivo per avere un blog, ne tantomeno un argomento di cui parlare.
Ma serve davvero avere qualcosa di cui parlare? 
Certo, idiota. Non cercare scuse.
Inconscio, tornatene nel tuo angolino.
Mi sono resa conto all'improvviso che il mio pù grande problema era il tasto della freccetta in giù che avevo perso, ho ritrovato e si rifiuta categoricamente di riattaccarsi vicino ai suoi compagni.
Poi ho pensato di farci una collana e il problema è slittato in secondo piano, facendo posto alla verifica sull'ingenieria genetica che ho domani, sulla quale tra l'altro sono preparata più o meno quanto lo sono sulla teologia buddista, o sulla dinamica delle relazioni sociali dei paguri israeliani.
E il fatto che io stia qui a decorare un discorso vuoto e privo di significato rende il tutto ancora più patetico.
Probabimente perchè sei patetica
Taci.
Ma vedete, non è colpa mia. E' che mi manca l'ispirazione. Mi manca da quando è partita per il Messico, due anni fa. Diceva che mi avrebbe scritto tutti i giorni. Diceva che mi avrebbe amato per sempre. Diceva che la distanza è solo uno spazio in mezzo, e se ci si vuole bene non conta nulla.
E invece io sono qui a cercarla e ridicolizzarmi, mentre lei assorbe il sole sdraiata su qualche lettino a bordo piscina sorseggiando un mojito.